Centro Interuniversitario di storia territoriale "G. Casalis"

 


Usseaux


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TitoloUsseaux
Tipo pubblicazioneScheda storico-territoriale
AutoreTron, Daniele
Anno di compilazione1996
ProvinciaTorino.
Area storica
Pinerolese: prima del 1714 Delfinato (cfr. infra).
Abitanti
231 al censimento del 1991.
Estensione
ha. 3.832 (fonte ISTAT); ha. 3.850 (fonte SITA) al censimento del 1991.
Confini
Chiomonte, Exilles, Fenestrelle, Gravere, Meana di Susa, Pragelato.
Frazioni
1 centro: Usseaux (municipio), e 4 nuclei: Balboutet, Fraisse, Laux, Pourrières.
Toponimo storico
Il toponimo “Usseaux” ha origini assai antiche. Alcuni eruditi del secolo scorso tendevano ad identificarlo con l’“Ocelum” di cui parla nel De bello Gallico Giulio Cesare (Lib. I cap. X) – secondo l’evoluzione Ocellum-Oxellum-Usseaux –, ma oggi questa derivazione è completamente abbandonata, e quell’ultima località della provincia citeriore citata da Cesare, collocata all’ingresso della val di Susa (PERROT-BERMOND 1984, 27); in ogni caso la prima attestazione sicura del toponimo risale al 1064 nella forma «de ... Uxello», ripresa senza varianti nel 1078 (Il gruppo dei diplomi adelaidini a favore dell’abbazia di Pinerolo, a cura di C. CIPOLLA, B.S.S.S., 1899, pp. 323-332) e poi, nell’analoga forma: «ecclesiam de Uxellis», nuovamente nel 1098 (Le carte della Prevostura di Oulx, raccolte e riordinate cronologicamente fino al 1300, a cura di G. GOLLINO, B.S.S.S., 1908, p. 69). In tale cartario ulciense si trovano anche le versioni duecentesche Ucellum, Ussellum, Uxellum. Va segnalato inoltre che tre insediamenti ora facenti parte del comune, i villaggi di Balboutet, Pourrières e Fraisse, vantano un’antichità analoga, essendo tutti nominati nelle citate donazioni della contessa Adelaide del 1064 e 1078 nelle forme: «de ... Balbotera, Porrera/Poraria, Frasseina/Frassenas (Il gruppo dei diplomi adelaidini... cit.). L’insediamento del Laux, invece, è più recente, risalendo al massimo agli inizi del XIII secolo (PERROT 1979, 5). Usseaux sarebbe così chiamata per la sua posizione elevata, mentre l’etimologia di Pourrières trae probabilmente origine dalle acque stagnanti formanti una palude e Fraisse segnalava inequivocabilmente nell’idioma occitanico tuttora in uso la presenza in loco di numerosi frassini (PERROT-BERMOND 1984, 18); l’origine del nome Laux non abbisogna di alcun chiarimento etimologico quando si consideri che il villaggio è situato nei pressi di un laghetto alpino di origine morenica.  
Diocesi
Pinerolo (Prima del 1748, anno di creazione della nuova diocesi pinerolese: Torino). Va però sottolineato che per un lungo periodo l’effettiva influenza della diocesi di Torino fu marginale, in quanto alla fine del sec. XI, al tempo della sua massima espansione, erano state sottomesse all’abbazia di San Lorenzo di Oulx le quattro chiese della alta val Chisone allora esistenti: Pragelato, Usseaux, Fenestrelle e Mentoulles, cedute dal vescovo di Torino Guiberto I nel 1098 (Le carte della Prevostura di Oulx cit., 68; CAFFARO 1903, 225). Un secolo dopo, forse già nel 1200, sicuramente prima del 1228, si era avuta la erezione della chiesa di Mentoulles in priorato (intitolato a S. Giusto di S. Lorenzo), con la residenza di un piccolo gruppo di monaci posto sotto l’obbedienza della abbazia di Oulx (Le carte cit., 282; PAZÈ 1975, 22). Tale presenza monacale durò probabilmente meno di un secolo, e dopo l’allontanamento di essi, la chiesa di Mentoulles continuava ad essere affidata ad un “priore”, cioè ad un religioso di Oulx che ne era titolare, ma si perdeva ogni traccia di forme di vita religiosa di tipo abbaziale (PAZÈ 1975, 23). Il progressivo declino della abbazia di Oulx, sotto la cui giurisdizione la val Pragelato (ossia l’alta val Chisone) si trovava, giunge all’apice nel XVI secolo: per compensare la diminuzione delle rendite dovuta alla svalutazione monetaria si ricorreva al cumulo degli incarichi: ad un unico titolare venivano assegnati più benefici ecclesiastici. Il titolare, che non risiedeva sul posto e si limitava a riscuotere ed amministrare la rendita delle decime, si faceva sostituire da dei vicari, in genere salariati con prebende miserevoli, e aventi una formazione e preparazione culturale piuttosto rudimentale, che venivano a costituire una sorta di “proletariato ecclesiastico”. Fu questa non l’ultima delle cause che favorirono l’impetuoso affermarsi della Riforma protestante verso la metà del Cinquecento, in un territorio già fortemente pervaso nei due secoli precedenti da fermenti eterodossi ed ereticali quali il movimento valdese (MERLO 1977, passim). L’egemonia riformata di matrice ugonotta fu tale che per quasi un secolo portò alla scomparsa del cattoli- cesimo in tutta la valle. Solo alla metà del Seicento inizia la riscossa della Chiesa cattolica – basata sull’appoggio incondizionato datole dai poteri e dalle istituzioni sovralocali francesi –, dapprima ristabilendo la messa e la costruzione di nuovi edifici di culto, e successivamente riuscendo ad ottenere nel 1685 l’abiura o la cacciata dei Riformati e la distruzione dei loro templi. Negli anni successivi si assiste alla lenta agonia della fede riformata, costretta alla clandestinità (PONS 1969, 3-36), che tuttavia riuscirà a resistere in qualche modo fino al 1730, data in cui un editto, che giungeva dopo uno stillicidio di misure sempre più restrittive e provvedimenti repressivi adottati a partire dal 1713 (anno del passaggio sotto i Savoia) ordinava espressamente la cessazione di ogni esercizio riformato nella valle, sia pubblico che privato, e obbligava tutti gli abitanti a una conversione perlomeno formale. E tutto ciò anche a prezzo di un sensibile impoverimento demografico: sono nell’ordine di almeno 2 migliaia, infatti, i riformati pragelatesi che abbandoneranno via via terre e villaggi, per rifugiarsi in Germania, in particolare nel Württemberg e nell’Assia.
Pieve
Sono 2 le parrocchie che afferiscono all’attuale comune di Usseaux: quella, appunto, di Usseaux, dedicata a S. Pietro, e quella di Pourrières dedicata alla Natività della Vergine (CAFFARO 1903, 435, 444). Dall’inchiesta ordinata dal Parlamento di Grenoble e affidata al Vicario generale di Oulx Ugo de Peralda nell’ott. 1583 si rileva che a Usseaux si trovava una chiesa sotto l’invocazione di S. Pietro, fondata dalla Prevostura di Oulx, ed a quel tempo in rovina in seguito a recenti eventi bellici. Possedeva delle proprietà le cui decime venivano pagate in ragione di 2/3 alla Prevostura di Oulx, e di 1/3 al Priore di Mentoulles (CAFFARO 1903, 293-294; MENSA 1976, 39). Nella visita pastorale del Vicario generale della Prevostura di Oulx Giovanni Allois alla valle di Pragelato del 27-28 marzo 1664 egli «accompagnato anche dal padre Vassalieu, superiore della Compagnia di Gesù, stabilitosi a Fenestrelle, si porta a Usseaux. Il priore lo accompagna al di sopra del villaggio dove c’è una grande piazza con nel mezzo una grande croce, dicendo d’essere questa piazza il luogo della antica chiesa di cui non rimanevano che ruderi (MENSA 1976, 54; CAFFARO 1903, 348, 435). Dalla visita pastorale che «Giovanni Allois, Prevosto, Dott. in Teologia, Priore di S. Maria des Vignaux, canonico sacrestano e Vicario generale della prevostura di S. Lorenzo d’Oulx» compirà il 17 sett. 1678 risulta che a Usseaux «c’è il curato, Antonio Poncet di La Salle, diocesi di Embrun. La casa curiale si trova come descritta nella visita precedente (1664). Una trentina di capi famiglia con i loro figli hanno già fatto abiura e professano la fede cattolica». In quella successiva del 27-29 giu. 1683 (compiuta dal nuovo Priore di Oulx Giovanni de Pourroy) a Usseaux il curato Antonio Poncet, con i 120 abitanti cattolici della parrocchia, accompagna il visitatore in processione alla cappella recentemente edificata sotto l’antico titolo di S. Pietro sul luogo dove si trovava l’antica chiesa. Si visita pure la casa curiale (MENSA 1976, 58, 63; CAFFARO 1903, 354, 358, 435). Nel 1686, dopo la revoca dell’editto di Nantes che tollerava la presenza dei Riformati in Francia, il re Luigi XIV stabilì un fondo di L. 60.000 per costruire diverse chiese e case curiali nella val Pragelato, tra cui una chiesa a Usseaux, mentre come residenza per il curato veniva utilizzato l’antico presbiterio protestante. Tali costruzioni non furono ultimate che nell’ottobre del 1688. La giurisdizione canonica venne sdoppiata nel 1698 quando fu eretta in parrocchia la chiesa di Pourrières, già riconosciuta dal re come edificio di culto cattolico fin dal 1685 (CAFFARO 1903, 371-372, 384, 435). La citata chiesa parrocchiale di Usseaux nel 1771 era in cattivo stato; dalla visita pastorale del 1835 si apprende che l’attuale altare maggiore, costruito con un unico blocco di pietra, fu consacrato nel 1826 dal vescovo di Pinerolo Mons. Rey, e che in quell’epoca sono già presenti anche i due altari laterali dedicati alla Vergine e a S. Giuseppe (CAFFARO 1903, 435).
Altre presenze ecclesiastiche
Sotto il regime dell’editto di Nantes, privati dei templi nei villaggi di Usseaux (in quanto costruito sul suolo dell’antica abitazione del curato) e di Pourrières (antica chiesa cattolica, e a tal titolo riconvertita con l’appoggio delle autorità francesi e riconsacrata nel 1629), gli abitanti riformati di Usseaux provvedevano immediatamente negli anni 1630-31 alla costruzione di nuovi templi, quello di Usseaux ubicato nei pressi del precedente, divenuto chiesa cattolica (PAZÈ 1975, 174, 177, 188). Inoltre esisteva un altro tempio riformato a Balboutet, che un decreto del Parlamento di Grenoble del 28 gennaio 1662 assegnò ai Gesuiti di Fenestrelle, trasformato in cappella senza che i protestanti del luogo potessero valersi della loro campana (PAZÈ 1975, 218, 221; MENSA 1976, 37, 53). Nel 1681 a seguito di interminabili e costosi procedimenti giudiziari contro di loro, i riformati di Pourrières e Balboutet chiudevano i loro templi per far cessare i processi (PAZÈ 1975, 281-82). Quello di Usseaux rimase invece al suo posto fino al 1685, allorché – come tutti i templi protestanti della valle non riconvertiti a chiese cattoliche – fu raso al suolo a seguito della sentenza del re di Francia del 7 maggio di quell’anno (PAZÈ 1975, 291). Nella visita pastorale del Vicario generale della Prevostura di Oulx Giovanni Allois alla valle di Pragelato del 28 marzo 1664 egli «Il medesimo giorno si porta a Balboutet, dove c’è una cappella dedicata a S. Bartolomeo situata in alto davanti alla fontana. Il medesimo giorno ancora si porta a Pourrières, dipendente dalla parrocchia di Usseaux. C’è una cappella “Notre Dame” al di sopra del villaggio. Si constata che anche al Laux, anticamente c’era una cappella dedicata a S. Maria Maddalena, demolita interamente dagli Ugonotti, non lasciando vestigia» (MENSA 1976, 54). Tra Fraisse e Souchères Basses (borgata appartenente alla comunità di Pragelato) c’era una volta nel villaggio detto “Moureaux” una cappella dedicata ai SS. Giacomo e Filippo che possedeva ancora nel 1664 trois héminées di terra (MENSA 1976, 55). Dalla relazione della visita pastorale del 1664: «De plus nous sommes enquis s’il n’y avoit autres chapelles et marques de religion dans l’étendue de la dite paroisse [Usseaux], a dit le susdit Prieur n’y en savoir autres, sinon qu’il a oui dire qu’anciennement, il y avoit au lieu du Laux une chapelle sous le titre de la Magdalaine qui a été entierement demolie par les Huguenots sans qu’il en reste aucun vestige, et avoir appris qu’elle était située auprès de la fontaine du dit lieu» (PERROT, Laux 1979, 9). Visita pastorale del Vicario generale della Prevostura di Oulx: «Avons vû au lieu du Lau, hameau de cette paroisse [Usseaux], une chapelle que le Roy fait actuellement construire d’environ sept toises de longueur sur quattre de largeur, laquelle n’est pas encore embellie, et tenant à la dite chapelle sur le derrière est un petit logement destiné pour un Prestre que Sa Majesté y fait aussi bâtir, la dite chapelle apparement sera sous le titre de Sainte Magdelaine, attendu qu’anciennement il y avoit au dit village une chapelle sous le même titre». Nel 1719 la cappella fu poi consacrata da Giuseppe Menel, Vicario generale della Prevostura di Oulx, e ricevette il primo curato, un certo Challier, che ne iniziò la serie, terminata con don Francesco Berger (PERROT, Laux 1979, 14). Dalla visita pastorale che «Giovanni Allois, Prevosto, Dott. in Teologia, Priore di S. Maria des Vignaux, canonico sacrestano e Vicario generale della prevostura di S. Lorenzo d’Oulx» compirà il 17 sett. 1678 risulta che a Balboutet «la chiesa è umida per l’acqua che penetra dall’esterno». A Pourrières «non c’è ancora il curato. La cappella è su un’altura; il muro di dietro è crollato, va riparata; non avendo ornamenti al presente non se ne fa uso». In quella successiva del 29 giu. 1683 (compiuta dal nuovo Priore di Oulx Giovanni de Pourroy) si constata in Balboutet che le riparazioni ordinate nell’ultima visita pastorale sono terminate, mentre a Pourrières il Vicario, avendo visitata la cappella, ordina di ripararla (MENSA 1976, 58 e 62; CAFFARO 1903). Compagnia del SS. Sacramento attestata sia ad Usseaux nel 1835, sia a Pourrières nel 1845 (CAFFARO 1903, 435, 445). Sulle rive dello specchio d’acqua sito nella frazione del Laux «sorgono alcune ville ed una casa Salesiana che vennero danneggiate durante la lotta per la liberazione» (TOSEL 1953, 22).
Comunità origine e funzionamento
Forme di organizzazione politico-istituzionali delle comunità della val Pragelato sono già in atto a partire almeno dal XIII secolo, periodo nel quale si assiste ad un conflitto particolarmente accentuato coi Delfini di Vienne che si prolungherà fino alla vendita del Delfinato alla Francia nel 1349. Le comunità trattano con il loro signore per ottenere l’approvazione o il rispetto di prassi e consuetudini elevate a fonte di diritto, mentre i Delfini tendevano a limitarne il valore disconoscendo quelle che non fossero incorporate in documenti, esigendo altresì di veder riconosciute determinate loro prerogative in nome di consuetudini alternative e contrapposte. Da tale dinamica traeva origine la necessità di fissazione per iscritto delle consuetudini, nella forma di concessione di privilegi da parte del signore, o di riconoscimenti rilasciati dalle comunità in cui venivano stabiliti i limiti dei diritti signorili, anche quando, come nel caso delle «reconnaissances», la motivazione ufficiale addotta era quella di sopperire alla perdita dei documenti giustificativi delle pretese dei Delfini causata da una inondazione del 1219 (BENEDETTO 1953, 31 sgg.; VAILLANT 1951, passim).
Dipendenza nel Medioevo
Comitato di Torino fino al sec. XI, Abbazia benedettina di S. Maria di Pinerolo (dal 1064), Delfini di Vienne (inizio XII sec.-1349), regno di Francia (fino al 1713).
Feudo
Nell’atto di fondazione dell’ Abbazia di Santa Maria di Pinerolo del 1064 ed in quello di donazione alla medesima abbazia del 1078, è espressamente nominato, tra altri della stessa val Chisone, il villaggio di Usseaux «... usque ad Petram Sextariam» o Sestrera e cioè Sestrière (Il gruppo dei diplomi adelaidini a favore dell’abbazia di Pinerolo, a cura di C. CIPOLLA, Torino 1899, B.S.S.S., II, 319, 324, 343-44). Dopo le franchigie del 1343-44 concesse dall’ultimo dei Delfini Umberto II (vedi infra, alla voce Statuti), ed il passaggio nel 1349 al regno di Francia, tutta la valle di Pragelato non venne mai infeudata fino alla cessione ai Savoia di inizio Settecento; ma a partire dagli anni Trenta di tale secolo, nel quadro della politica regia tesa a creare una nuova classe di nobiltà da contrapporre alle antiche famiglie signorili (la “nobiltà di nuovo acquisto”), iniziarono per molte comunità della valle varie infeudazioni: Usseaux fu infeudata il 24 febbraio 1734 all’avv. Giambattista Brunetta, mentre l’attuale sua borgata di Balboutet fu infeudata il 15 luglio 1757 per 6.000 lire all’avv. Giuseppe Maria Basteri, prefetto di Pinerolo (MANNO 1895, 258 e 19).
Mutamenti di distrettuazione
Usseaux durante tutto il basso medio evo e la prima età moderna costituiva parte integrante del Delfinato francese, ed era inserito in un complesso sistema federativo, quello degli «Escartons».
Mutamenti territoriali
Siamo di fronte ad un’evoluzione degli insediamenti del territorio comunale in cui non emerge con chiarezza un centro principale (si pesi che il villaggio del Laux è situato addirittura sull’altro versante del Chisone rispetto a Usseaux) e diversi nuclei tendono a restare in sostanziale equilibrio tra loro. L’importanza insediativa delle diverse borgate e villaggi che costituiscono l’attuale territorio comunale può essere variata nel tempo, ma senza che questo abbia comportato una forte egemonia di uno sugli altri: Balboutet e Pourrières, che in epoca medievale e moderna costituivano insieme a Usseaux i centri maggiori e di più antico insediamento della zona, fanno già parte di un’unica unità amministrativa e fiscale almeno a partire da metà Cinquecento. Ma mentre Balboutet non risulta essere mai stata comunità autonoma, per Pourrières quest’incorporamento nella stessa unità amministrativa di Usseaux è il frutto di un mutamento di status (non sappiamo se scelto od imposto), giacché all’inizio del XIV secolo tale villaggio risultava una “universitas” dotata di completa autonomia fiscale (cfr. BENEDETTO 1953, 20). È comunque significativo che all’unificazione amministrativa non corrisponda un’unicità di circoscrizione ecclesiastica e che – come si è visto sopra – Pourrières faccia tutt’ora parrocchia a sé, nonostante l’esiguo numero di abitanti residentivi.
Comunanze
USI CIVICI (superficie in ha): Tot. 2765.6844; Categ. "A": 2765.6844; Categ. "B": 0; Usi civici alienati: 0.5000 (C.L.U.C., prov. di Torino, cartella xyz: Usseaux).
Luoghi scomparsi
Il villaggio di Moreaux, o “Moureaux” tra Fraisse e Souchères Basses (comunità di Pragelato) distrutto da un’alluvione nel 1706, nel quale esisteva una cappella dedicata ai SS. Giacomo e Filippo (PERROT-BERMOND 1984, 97), che possedeva nel 1664 trois héminées di terra (MENSA 1976, 55).
Fonti

A.C.U. (Archivio Storico del Come di Usseaux).

A.S.T. (Archivio di Stato di Torino).
A.S.T., Carte topografiche e disegni, Carte topografiche segrete, Borgonio B 1 Nero, Mazzo 1,
"CARTA COROGRAFICA / DEGLI / Stati di S.M. il Re di SARDEGNA / data in luce / dall'Ingegnere / BORGONIO / nel 1683 / corretta ed accresciuta / nell'anno 1772". Borgonio (Ingegnere) [Stagnon 1772] Carta corografica degli Stati di terraferma di S.M. il Re di Sardegna. Copie 2 una in fol. 17, compresa la tabella di riunione; colla divisione per governi e la seconda composta di fol. 16 colla divisione della Provincia ed un'altra copia in 4 fol. (Manca la copia composta di fogli 16). (Note: Sul verso: "Carta III. / continente il Marchesato di Susa, il Contado di / Nizza, e le Provincie di Pinerolo, e Cuneo, con la maggior / parte di quella di Torino, piccola parte delle rispettive / Provincie di Moriena, Ivrea, Alba, Mondovì, e / Principato d'Oneglia, con le Frontiere di Francia / e parte della Provenza, il Principato di Monaco, e / piccola parte del Genovesato". L'originale seicentesco dal titolo "Carta generale de' Stati di Sua Altezza Reale" fu disegnato da Tommaso Borgonio ed inciso da Giovanni Maria Belgrano. Per l'edizione settecentesca qui conservata vennero aggiunti alcuni fogli raffiguranti i paesi di nuovo acquisto incisi da Stagnone su disegni di Castellino, Galletti e Boasso e vennero anche apportate alcune modifiche ai fogli disegnati dal Borgonio. Cfr. anche Carte Topografiche per A e B, PIEMONTE, n. 23 e Carte Topografiche Segrete, BORGONIO B 5 nero), Foglio 3, 1772, . Vedi mappa.

B.N.F. (Bibliothèque nationale de France, Paris). Vedi catalogo.
B.N.F., département Cartes et plans, GE D-13120 Le Duché de Milan et les Estats du duc de Savoye partie de ceux de Mantoue et de la république de Gênes avec les diverses routes ou passages de France et d'Allemagne en Italie par les Alpes... / par N. de Fer ; Jacqueline Panouse, sculp. 30 milles [Auteur: Guérard, Nicolas (1648?-1719); Auteur: Panouse, Jacqueline. Graveur; Auteur: Fer, Nicolas de (1647?-1720). Cartographe.Éditeur, s.n.; Date d'édition: 1703]. Vedi mappa.

Catasti
La più antica forma di catastazione esistenze consiste in un «accertamento fatto il 21 sett. 1699 dall’intendente della generalità di Grenoble di nome Bochu conservato nell’Archivio dipartimentale dell’Isère a Grenoble (CAFFARO 1903, 227). Nell’A.S.T., Camerale, Finanze, Catasti, è conservato il Catasto Antico del 1781, (Allegato D, v. 104; Alleg. C rotol. 23) e quello di epoca napoleonica (Franc. H, fasc. 86). Sempre ivi è disponibile l’intera documentazione del catasto Rabbini (comprensiva di Mappa, Matrice e Somm.ne), del 1861-62-63.
Ordinati
Nell’ Archivio Comunale a partire da…
Statuti
Di fondamentale importanza per il nostro comune fu la concessione delle carte di franchigia del 29 mag. 1343 con le quali il Delfino Umberto II riconosceva alla quasi totalità delle comunità del Brianzonese i diritti di riunione e di elezione, confermava i loro diritti sui beni comuni, sui canali di irrigazione e sulle foreste, autorizzava il porto d’armi e il diritto di caccia. Un anno dopo, in base ad un «affictamentum» del 5 maggio 1344 firmato ad Avignone dallo stesso Umberto II, le comunità della val Pragelato – e tra queste Usseaux e Pourrières – ottenevano, mediante il pagamento di una somma una tantum (12.000 fiorini d’oro), l’estensione dei privilegi di tale carta, in cambio della corresponsione di una rendita annuale di 4.000 ducati da versare alla festa della Purificazione di Maria, ossia alla Candelora (2 febbraio) (BENEDETTO 1953, 42 sgg.; 155 sgg., con trascrizione di entrambi i testi). Negli anni successivi, in forza dell’autonomia loro riconosciuta, le comunità rurali disciplineranno – con regolamenti, transazioni e ordinanze – alcuni aspetti della vita comunitaria, come le riserve di bosco e di pascolo, la macinazione delle granaglie, l’introduzione di bestiame estraneo nei territori comunali, e le nuove costruzioni (su tali provvedimenti assai utile risulta la consultazione di MARTIN 1972, 13 sgg.).
Liti territoriali
Antiche transazioni per l’uso degli alpeggi indicano che, come in molti casi analoghi relativi alla zona montana del pinerolese più direttamente connessa all’attività di allevamento e pastorizia, l’organizzazione dello sfruttamento dei pascoli in quota, degli alpeggi, sollecita il processo di definizione del territorio comunale in termini spaziali di tracciamento dei confini (MARTIN 1973, 6-9).
Bibliografia
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M. A. BENEDETTO, Ricerche sugli ordinamenti dei domini del Delfinato nell’alta valle di Susa, Torino 1953.
R. BLANCHARD, Les Alpes Occidentales, t. IV, Le versant piémontais, Grenoble-Paris.
G. BOURLOT, Storia di Fenestrelle e dell’Alta Val Chisone, Cuneo 1962 (2 ed. Pinerolo 1972).
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M. FERRERIO, Rationarum chronographicum missionis evangelicæ actus apostolicos ad apostolis apostolorumque discipulis, martyribus, Pontificibus... præcipue a Capuccinis Pedemontanæ provnciæ pro catholico regno in Cisalpina Gallia fundando et propagando exantlatos historialibus numeris calculans, ratiocinante Fr. M. F. a Caballario Majore, Taurini 1659.
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Descrizione

Usseaux

 

La storia politico-amministrativa di Usseaux, come dell’intera alta valle del Chisone – denominata fino al XVIII secolo «val Pragelato», in opposizione alla bassa valle chiamata «val Perosa» – è assai differente dalle altre comunità del “pinerolese”, perché, pur essendo situata sul versante piemontese delle Alpi, fino al 1713 ha fatto parte integrante del Delfinato francese. Alla fine dell’XI secolo due dinastie, quella dei Delfini di Vienne e quella dei Savoia, in lotta tra loro, avevano esteso la loro influenza sulla regione delle Alpi Cozie, in cerca di legittimazione e riconoscimento della loro autorità. I Savoia, dopo alterne vicende, riuscivano a tenere la bassa val Chisone, la bassa val di Susa, la val S. Martino (ora Germanasca) e la val Pellice creando, con la pianura pedemontana e – dall’altro versante delle Alpi – la Moriana e la Savoia, un loro dominio a cavallo delle montagne collegato attraverso il Moncenisio. A loro volta i Delfini di Vienne (divisi in tre dinastie: gli Albon, i Bourgogne e i Tour de Pin), occupavano all’inizio del XII secolo un vasto territorio alpino, composto dal Brianzonese, dall’alta val di Susa, dal Pragelatese e dall’alta valle Varaita. In particolare fu il ramo degli Albon a penetrare nelle alte valli del Chisone e di Susa in occasione delle guerre seguite alla morte della celebre esponente della dinastia arduinica Adelaide (1091), dapprima attraverso la protezione accordata alla prevostura di Oulx, per poi affermarsi progressivamente come pienamente sovrano nel corso del XII secolo (BENEDETTO 1953, 17 sgg; CARUTTI 1893, 33). Quando nel 1349 l’ultimo Delfino, Umberto II, cedeva l’intero suo territorio alla corona di Francia, anche le regioni transalpine – e dunque pure tutta la val Pragelato – passarono sotto questa dominazione. In tal modo la Francia si trovava in possesso di un insieme di territori, il «Delfinato di là dei Monti», che per la forma caratteristica di un grossolano becco d’uccello aperto, di cui il pragelatese costituiva la parte superiore, venne denominato «Bec Dauphin». La posizione di frontiera particolarmente avanzata dell’alta val Chisone, cuneo delfinatese inserito nel cuore del ducato di Savoia, da cui era circondato da ben tre lati, confinando a nord con la parte sabauda della val di Susa che raggiungeva Gravere, a sud con la valle di S. Martino lungo la linea dello spartiacque, e ad est (ossia a fondo valle) arrivando fino allo sperone roccioso denominato Bec Dauphin (sopra Perosa Argentina), faceva sì che i contatti e gli scambi commerciali con la pianura pinerolese prospiciente subissero delle forti limitazioni, e che una parte non piccola del flusso economico, oltre alla totalità dei legami politico-amministrativi fossero indirizzati al di là del crinale alpino. Solo nel 1536, con la prima dominazione francese di Pinerolo, Torino, e di buona parte del Piemonte occidentale, la valle tornava, dopo più di quattro secoli, ad essere riunificata in uno spazio geo-politico comune a quello delle valli circostanti, in specie con la parte bassa della val Chisone. Unificazione provvisoria, che terminerà nel 1574 colla restituzione di Pinerolo e degli antichi domini ai Savoia, ma che inaugurava legami commerciali, politici e religiosi che verranno ripresi e rafforzati nel secolo successivo con la nuova conquista di Pinerolo da parte della Francia di Richelieu, avvenuta nel 1630 e protrattasi per più di 60 anni, fino al 1697. La nuova separazione politica determinatasi col ritorno di Pinerolo ai Savoia sarà questa volta di breve durata, perché con la pace di Utrecht del 1713 l’intera valle, in cambio di altre compensazioni territoriali, verrà ceduta a questi ultimi – mutamento destinato a durare fino ai giorni nostri – ed i confini di stato fatti per la prima volta coincidere col crinale alpino, mai considerato fino ad allora come una frontiera ‘naturale’. Prima di questo passaggio al “pinerolese” Usseaux, insieme alle altre 5 comunità della valle, era inserito in un più complesso sistema federativo, quello degli «escartons» che doveva discutere e regolare tutto ciò che concerneva gli interessi generali e particolari delle comunità stesse. Allorché nel 1343-44 si erano emancipate dai fardelli feudali gravanti su di loro, esse avevano iniziato a inviare due volte all’anno i loro delegati a Briançon «pour faire l’escart à proportion des feus», e cioè per ripartire le imposte (oltre che per decidere ogni altra questione comune): da qui il nome di escarton dato ad un gruppo di comuni che si addossavano una certa quota di imposte, per ripartirsela poi tra loro. Il Bec Dauphin era diviso in tre escartons: quello dell’alta val Varaita (Casteldelfino), e i due «escartons deça le Montgenèvre» di Pragelato e di Oulx. Questi escartons, con gli altri due al di là dei monti (Briançon e Queyras), formavano il «Grand Escarton de Briançonnais», conosciuto anche come «République des escartons» (FAUCHÉ-PRUNELLE 1856-1857, passim; MANTELLI 1973; BENEDETTO 1953, 97 sgg.). Il potere del Delfino nella valle era rappresentato dal castellano; la val Pragelato costituiva una castellania a sé, il cui territorio coincideva con quello dell’escarton: in genere però una sola persona cumulava i benefici di castellano di Pragelato e di Cesana, qualche volta anche di Oulx o di Casteldelfino, e lo sostituiva un vice- castellano o luogotenente. Le loro funzioni erano state prima del 1300 vastissime, sul piano militare, come su quello giudiziario, amministrativo, fiscale: in pratica corrispondevano a quelle di un vassallo. Ma a seguito della concessione delle carte di franchigia del 1343-44, venivano a perdere alcune delle loro prerogative, avendo le comunità ottenuto di pagare globalmente il carico fiscale (ripartendoselo poi tra di loro) alle casse del Delfino, e avendo visto riconosciuta la loro autonomia amministrativa. All’inizio del 1500 si assiste anche alla privazione delle maggiori funzioni di intendenza militare, passate ai governatori militari di nomina regia. Mentre perdeva parte dei precedenti compiti, consevando solo l’amministrazione della giustizia minore ed una generica sovrintendenza sulle comunità, l’ufficio di castellano subiva nel XVI secolo una profonda trasformazione perché, da temporaneo e revocabile, diveniva vitalizio, ereditario ed alienabile, secondo la medesima tendenza in atto in tutta la Francia di vendita delle cariche pubbliche. L’amministrazione della giustizia era il principale campo sottratto alle libertà comunali. Sopra al castellano, competente per le cause minori, stava il vicebalio di Briançon, mentre la giustizia maggiore era resa, per tutto il Delfinato, dal Consiglio delfinale, divenuto in seguito Parlamento di Grenoble, una delle supreme magistrature francesi che era anche alla sommità della gerarchia amministrativa (PAZÈ 1975, 15 sgg.). Il passaggio sotto i Savoia non comportò l’abbandono sostanziale delle “libertà delfinali” conquistate nei secoli passati, anche se Usseaux, insieme a tutta la valle (con la sola eccezione della comunità di Pragelato), a partire dagli anni Trenta del XVIII sec., cominciò ad essere infeudata a famiglie nobiltate dal sovrano nel quadro della politica regia tesa a creare una nuova classe di nobiltà da contrapporre alle antiche famiglie signorili: Usseaux fu infeudata il 24 febbraio 1734 all’avv. Giambattista Brunetta, mentre l’attuale sua borgata di Balboutet fu infeudata il 15 luglio 1757 per 6.000 lire all’avv. Giuseppe Maria Basteri, prefetto di Pinerolo (MANNO 1895, 258 e 19). Dal punto di vista demografico va detto che l’attuale consistenza di poco più di 200 persone è il risultato del processo di un vistoso spopolamento iniziato al principio del nostro secolo, che ha ridotto ben di oltre i due terzi la popolazione residente, che fino a quel momento aveva invece conosciuto una sostanziale stabilità con una tendenza alla crescita a partire almeno dalla seconda metà del XVIII secolo: nel 1777 infatti la popolazione di Usseaux assommava a 1.227 anime, un secolo dopo, nel 1861, toccava il tetto dei 1474 abitanti, per poi invertire la tendenza: nel 1881 erano nuovamente al livello del 1777: 1228 persone (CAFFARO 1893, 661): I censimenti moderni forniscono i seguenti dati Anno censimento " " " " " " anagrafe censimento " " " anagrafe " " censimento anagrafe 1861 1871 1881 1901 1911 1921 1931 1936 1956 1961 1971 1981 1985 1988 1990 1991 1992 Abitanti 1474 1350 1228 1203 1026 978 708 553 508 441 336 255 228 224 217 231 235 Var.ass. Variaz.% - - -124 -8,41% -122 -9,04% -25 -2,04% -177 -14,71% -48 -4,68% -270 -27,61% -155 -21,89% -45 -8,14% -67 -13,19% -105 -23,81% -81 -24,11% -27 -10,59% -4 -1,75% -7 -3,12% +14 +6,45% +4 +1,73%